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Abstract: . . . luogo all’Autority per l’energia elettrica e il gas, al Governo e alle Regioni. Ma dall’altro fare in modo che gli investimenti sulla rete nei prossimi anni siano diretti a potenziare, ammodernare, introdurre accorgimenti tecnologici – come sta avvenendo in tutti i Paesi europei – tali da consentire un progressivo e forte sviluppo delle fonti rinnovabili con un ruolo sempre più rilevante nella bilancia energetica. Page 14 Impianti eolici in Italia: obiettivi di sviluppo e di integrazione nel paesaggio Roma, 5 Luglio 2005. 14 I segnali di questi mesi vanno invece in una direzione diversa, con limitazioni annunciate dal Grtn in diverse Regioni del Mezzogiorno all’approvazione di nuovi impianti eolici in virtù della complessità di gestione di impianti a produzione discontinua e dei problemi che potrebbero creare rispetto alla capacità della rete attuale e che potrebbero compromettere la continuità e sicurezza. Questi allarmi sono smentiti da molte ricerche europee (la più recente è tedesca) che evidenziano come sia possibile gestire in maniera efficiente la rete e il sistema di produzione con investimenti in tecnologie e in moderni sistemi tecnologici. Il problema sta proprio nel fatto che in Italia gli investimenti previsti dal piano di sviluppo della rete elettrica approvato dal Ministero per le Attività produttive è incentrato proprio sugli interventi “tradizionali” (con 3.120 chilometri di nuovi elettrodotti) invece che di una moderna ed efficiente gestione della rete. Ma per . . . . . . (aziende e cittadini), un ruolo che spetta in primo luogo all’Autority per l’energia elettrica e il gas, al Governo e alle Regioni. Ma dall’altro fare in modo che gli investimenti sulla rete nei prossimi anni siano diretti a potenziare, ammodernare, introdurre accorgimenti tecnologici – come sta avvenendo in tutti i Paesi europei – tali da consentire un progressivo e forte sviluppo delle fonti rinnovabili con un ruolo sempre più rilevante nella bilancia energetica. Page 14 Impianti eolici in Italia: obiettivi di sviluppo e di integrazione nel paesaggio Roma, 5 Luglio 2005. 14 I segnali di questi mesi vanno invece in una direzione diversa, con limitazioni annunciate dal Grtn in diverse Regioni del Mezzogiorno all’approvazione di nuovi impianti eolici in virtù della complessità di gestione di impianti a produzione discontinua e dei problemi che potrebbero creare rispetto alla capacità della rete attuale e che potrebbero compromettere la continuità e sicurezza. Questi allarmi sono smentiti da molte ricerche europee (la più recente è tedesca) che evidenziano come sia possibile gestire in maniera efficiente la rete e il sistema di produzione con investimenti in tecnologie e in moderni sistemi tecnologici. Il problema sta proprio nel fatto che in Italia gli investimenti previsti dal piano di sviluppo della rete elettrica approvato dal Ministero per le Attività produttive è incentrato proprio sugli interventi “tradizionali” (con 3.120 chilometri di nuovi elettrodotti) invece che di una . . . --3000,2,750,3162,48597
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