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Abstract: . . . ad alta temperatura. • celle ad ossidi solidi (SOFC): anch'esse allo stadio di prototipi di piccola potenza (25 kW) operano a circa 1000 °C e potranno competere con quelle a carbonati fusi, dati gli alti rendimenti. • • celle alcaline (AFC): sono state sviluppate soprattutto per usi speciali, operano a bassa temperatura (70 °C), ma richiedono gas di alimentazione estremamente puri. celle ad elettrolita polimerico (SPEFC): data la bassa temperatura di funzionamento (70-80 °C) e l'elevata potenza specifica sono adatte soprattutto per applicazioni nella trazione. Attualmente sono disponibili stack di potenza dell'ordine della decina di Figura 3.21 - Caratteristiche dei principali sistemi di celle a combustibile. (fonte: Fraunhofer Institut fur Solare Energiesysteme - Friburgo D) kW. Per l'applicazione su piccola scala, l'unico problema è la collocazione del serbatoio di idrogeno: se ne consiglia l'interramento, per ragioni di sicurezza e di isolamento. La gestione dell'impianto è semplice, forse più di quella dell'impianto FV, e può comunque essere automatizzata per lavorare al meglio con quest'ultimo e soddisfare le esigenze dell'utenza senza una continua sorveglianza. - 23 - . . . . . . dell'idrogeno non soffre le scariche profonde (che impongono la sostituzione di un accumulatore elettrochimico), le celle non hanno bisogno di manutenzione se non quella degli scambiatori (l'acqua dura vi deposita sali di calcio). Ciononostante, il valore del kWh fotovoltaico stoccato in ciclo dell'idrogeno è fra le quattro e le due volte superiore al costo dell'olio combustibile [34], rapporto che si può ridurre della metà ponendo attenzione al dimensionamento del serbatoio dell'idrogeno (aumentando il rapporto annuo mc transitati/capacità) e riconoscendo i costi socio-ambientali nascosti dei combustibile fossili. Come si può notare in tab. 3.2, considerando i costi socio-ambientali valutati da agenzie scientifiche internazionali, l'idrogeno fotovoltaico è già competitivo su quasi tutti i combustibili fossili: solo il gas naturale è ancora in vantaggio. Per settore d'impiego, si nota come il residenziale è il settore che utilizza peggio i combustibili fossili, e che può trarre maggior vantaggio da impianti che sfruttano il ciclo dell'idrogeno. - 21 - 3.4 INTEGRAZIONE CON CELLA A COMBUSTIBILE (CICLO DELL'IDROGENO) Tabella 3.2 - Confronto fra i costi immediati e reali di vari combustibili. [59] Non mancano le applicazioni su medio-grande scala: l'AEM di Milano e l'ACoSer di Bologna gestiscono due centrali a celle a combustibile rispettivamente da 1 MWe e da 200kWe/148kWt (teleriscaldamento), che utilizzano metano al posto dell'idrogeno. La centrale di Bologna, che fornisce teleriscaldamento . . . --3000,2,750,2865,34252
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