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Abstract: . . . superficie frontale. Il livello del rendimento diminuisce all’aumentare della temperatura delle celle, poiché la temperatura ostacola il passaggio degli elettroni nel semiconduttore. • Schema di una cella in silicio cristallino • (illustrazione presa da A.Magrini, D.Ena, Tecnologie solari attive e passive, ed. EPC libri, Roma, 2002, pag.84) • • η= Pcella/Pmax • Tipologia di celle fotovoltaiche • • Attualmente sul mercato le celle fotovoltaiche hanno diverse dimensioni a seconda della loro tipologia. Celle a silicio monocristallino: hanno un grado di maggior purezza del materiale e garantiscono le migliori prestazioni in termini di efficienza avendo il rendimento più alto pari al 15%. Si presentano di colore blu scurissimo uniforme e hanno forma circolare o ottagonale, di dimensione dagli 8 ai 12 cm di diametro e 0.2 0.3 mm di spessore. Celle a silicio policristallino: hanno una purezza minore condizione che comporta una minor efficienza ossia il loro rendimento si aggira tra l’11 e il 14%. Si presentano di un colore blu intenso cangiante dovuto alla loro struttura policristallina. Hanno forma quadrata o ottagonale e di spessore analogo al precedente tipo. Silicio amorfo: si tratta della deposizione di uno strato sottilissimo di silicio cristallino (1-2 micron) su superfici di altro materiale, ad esempio vetri o supporti plastici. In questo caso è improprio parlare di celle, in quanto possono essere ricoperte superfici anche consistenti in modo continuo. L’efficienza di questa tecnologia è sensibilmente più bassa, nell’ordine del 56.8% ed è soggetta a un decadimento consistente (-30%) delle proprie prestazioni nel primo mese di vita (effetto Stabler-Wronsky) che impone quindi un sovradimensionamento della superficie installata, in modo da consentire in fase di esercizio la produzione di energia elettrica preventivata in sede di progetto. • Cella fotovoltaica monocristallina di dimensioni 80x80 mm (prodotta da Bp Solar) • Cella fotovoltaica policristallina di dimensioni 124x125 mm (prodotta da Eurosolare) Dalla cella al modulo fotovoltaico I moduli fotovoltaici sono costituiti da diversi strati sovrapposti: 1. lastra di vetro temprato di spessore variabile che ha una duplice funzione: di assicurare una buona trasmittanza termica (> 90%) ed una resistenza meccanica, considerato il fatto che le celle fotovoltaiche sono molto fragili e si rompono facilmente; 2. primo foglio sigillante trasparente in EVA (acetato vinile etilenico) che ha la funzione di garantire la tenuta agli agenti esterni ed un buon isolamento dielettrico; 3. celle fotovoltaiche; 4. secondo foglio sigillante in EVA per l’isolamento posteriore; 5. Chiusura posteriore che può essere sia in vetro (si veda i moduli prodotti dalla Schuco International) con la funzione di favorire lo scambio termico e consentire una parziale trasparenza del modulo, o in Polivinilfluoruro (PVF) noto commercialmente come tedlar® che viene impiegato in fogli nell’assemblaggio dei moduli fotovoltaici per le sue . . . --3000,1,1500,3092,28207
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