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Abstract: . . . misure per appiattire i profili di carico elettrico e/o termico dei clienti connessi, ai fini di incrementare il numero di ore di utilizzazione dell’unità di microcogenerazione. 6.1.6.2 Trigenerazione, condizionamento estivo ad assorbimento Recentemente l’applicazione combinata di impianti di microcogenerazione con chiller ad assorbimento per produrre acqua fredda per raffrescamento o processi di raffreddamento ha registrato un balzo in avanti. Con la riduzione dei prezzi dell’energia elettrica e un COP (coefficient of performance) in aumento dei chiller a compressore tradizionali, il raffrescamento con sistemi ad assorbimento potrebbe essere messo fuori dal mercato. Pag.29 Provincia di Torino Corso Formazione Energia - Modulo 3 - Dispensa 3 – Cogenerazione 6.1.6.3 Accumulo I serbatoi per accumulo di acqua calda sono dispendiosi e richiedono ampi spazi. Tuttavia potrebbero contribuire notevolmente all’aumento del numero di ore di utilizzazione dell’impianto. Schemi interessanti di sistemi possono essere sviluppati in combinazione con collettori solari. . Pag.30 . . . . . . corso), soprattutto per i piccoli impianti, che hanno le maggiori difficoltà dal punto di vista economico: gli operatori non se la sentono di avventurarsi in rischi di investimento che potrebbero in pochi anni rivelarsi fallimentari. 5. La microcogenerazione: situazione del mercato, casi studio Per microcogenerazione si intende quella fetta degli impianti di cogenerazione che forniscono potenze elettriche nominali inferiori al Mwe. In verità, non c’è una definizione univoca del termine (anche a seconda dei Paesi ove maggiormente hanno trovato diffusione gli impianti di piccola taglia), per cui spesso si individua come microcogenerazione gli impianti al di sotto del 200-300 kWe. La microcogenerazione rientra in un approccio di “generazione diffusa” di cui si è discusso nella sezione iniziale. La possibilità di diffusione nel mercato dell’energia di tale tecnologia non sembra, purtroppo, particolarmente elevata in questo momento. In Italia l’assenza di un quadro normativo definito sta obbligando il mercato a una condizione di attesa, mentre, per esempio, in Germania i piccoli impianti sono addirittura stati costretti in molti casi alla chiusura, a causa di un crollo dei prezzi dell’energia elettrica prodotta da impianti tradizionali (rispetto ai quali la microcogenerazione non riesce oggi a competere). Nel seguito riportiamo alcuni dei risultati e dei ragionamenti elaborati nell’ambito dello studio SAVE II – Contract 4.1031/Z/99-063 “Rischi e opportunità della microcogenerazione . . . --3000,2,750,2737,52005
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