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Abstract: . . . di funzionamento di alcune tipologie di celle quindi scelta oculata dei materiali e attenzione par ticolare alla gestione degli scarichi anch'essi ad elevata temperatura; • divisione delle varie sezioni per evitare contatti fra eventuali rilasci di combustibile e inneschi di tipo elettrico; • necessità di adeguati ed affidabili sistemi di ventilazione; • sistemi di blocco collegati a sistemi di rilevazione di fughe gas; • sistemi di intercettazione remota dei flussi di combustibile e dei sistemi elettrici; • sistemi di monitoraggio; • gestione affidata a personale specializzato. CONCLUSIONI Ad oggi in Italia non esistono normative tecniche finalizzate alla definizione di standard di sicurezza connessi all'implementazione di tecnologie dell'idrogeno. La valutazione dei rischi deve basarsi sulla conoscenza delle caratteristiche di pericolosità della sostanza e sulle tecnologie che ne prevedono l'impiego. Un possibile approccio è quello definito dalle seguenti regole: 1. Eliminare o ridurre ad un livello accettabile i pericoli ed i rischi principali. 2. Se ciò non è possibile, le componenti del sistema associate a tali rischi devono essere remotizzate quanto più possibile o riallocate altrove. 3. Se i rischi non possono essere eliminati, ridotti o remotizzati, le componenti del sistema associate a tali rischi devono essere utilmente isolate mediante attrezzature in modo tale da non produrre pericolo per il resto della struttura e dei suoi occupanti. 4. Se i rischi non possono essere . . . . . . condizionamento dell’energia elettrica. L’energia sotto forma di corrente elettrica continua prodotta nella cella viene trasformata in corrente alternata. La sezione 1 è ovviamente omessa negli impianti che utilizzano idrogeno puro ciò compor terebbe uno sviluppo basato sulla diffusione dell’idrogeno attraverso un sistema di rete che presuppone la costruzione di veri e propri idrogenodotti. L’ impiego di celle a combustibile rappresenta un sistema certamente innovativo di produzione di energia sotto forma di elettricità e calore. Negli USA ed in Giappone sono già stati installati con buoni rendimenti diversi impianti di piccola potenza che forniscono energia a singoli 51 obiettivo sicurezza obiettivo sicurezza IN...FORMAZIONE L’ idrogeno come vettore energetico edifici. Gli impianti possono essere di diverse tipologie a seconda dell’elettrolita e del catalizzatore che viene impiegato. Molto sperimentate sono quelle che utilizzano come elettrolita l’acido fosforico e come catalizzatore il platino. Sono stati sviluppati impianti con celle ad acido fosforico che operano a temperature di circa 200° C. Si tratta di una tecnologia già presente sul mercato con impianti da 200 Kw. Non sono disponibili dati su incidenti occorsi; ciò lascia presumere che non ne siano accaduti. La cella viene alimentata con gas provenienti da processi di reforming di idrocarburi. A Milano presso il Museo nazionale della scienza e della tecnica è installato un impianto dimostrativo da 200 Kw denominato PC 25 . . . --3000,2,750,3166,25137
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