|
Abstract: . . . l’interazione tra neutrino e deuterio per studiare contemporaneamente la presenza sia di neutrini elettronici che di altro tipo. Le due reazioni utilizzate sono: νe + D → p + p + e− ν+D →p+n+ν Anche dal confronto con i risultati degli esperimenti precedenti, se ne tratta la chiara e definitiva evidenza per un flusso dei neutrini in pieno accordo con le previsioni teoriche e la contemporanea evidenza per l’oscillazione dei neutrini elettronici in neutrini di altro tipo, aprendo cos` la strada ı ad un nuovo capitolo della fisica fondamentale. A5.6. La fase di esaurimento dell’idrogeno. Le strutture della SPI, caratterizzate lungo la fase di MS da nuclei in equilibrio radiativo, attraversano la fase di esaurimento dell’idrogeno al centro mantenendo una regolare continuit` evolutiva. La a Fig. 5.21 mostra la distribuzione degli elementi chimici in una struttura di 1 M in due momenti, l’uno precedente e l’altro successivo all’esaurimento dell’idrogeno. La distribuzione dell’idrogeno nella struttura che . . . . . . applicazione dei criteri di Schwarzschild o di Ledoux porta, come abbiamo indicato, all’esistenza o meno dell’ instabilit`, con macroscopiche conseguenze sulle caratteristiche evolutive. La Fig. 5.23 riporta ad esempio a l’andamento temporale della temperatura efficace in una stella di 20 M valutato sotto le due alternative ipotesi. Assumendo il criterio de Ledoux all’esaurimento dell’idrogeno la stella si sposta bruscamente nella zona delle giganti rosse, ove proseguir` la sua vita innescando la combustione a dell’elio. Dal criterio di Schwarschild si ricaverebbe invece che la stella si sposta lentamente dalla sua posizione di MS, innescando l’elio avendo ancora un temperatura efficace di ∼ 10000 K. a Fig. 5.24 mostra che ammassi globulari giovani nella Grande Nube di Magellano (LMC= Large Magellanic Cloud) presentano un gruppo ben separato di giganti rosse, mostrando cos` che il criterio di Ledoux ı produce, perlomeno, modelli stellari molto pi` vicini alla realt` delle cose. u a 28 Origine . . . . . . all’isotermia, portandosi alla temperatura delle combustioni che lo circondano, mentre cresce corrispondentemente la densit` centrale. Al termine di questa ultima a e rapida fase, la struttura si ` stabilizzata nella combustione a shell. E’ importante notare che, e contrariamente a quanto talora ritenuto, la fase di rapida evoluzione (e quindi la ”gap” osservativa) 27 Fig. 5.23. Andamento temporale della temperatura efficace in modelli di 20 M , composizione chimica solare, all’esaurimento dell’idrogeno centrale, calcolati adottando alternativamente il criterio di Ledoux (L) o quello di Schwarzschild (S). Fig. 5.24. Diagramma CM dell’ammasso giovane globulare della Grande Nube di Magellano NGC2004. La linea mostra la traccia evolutiva di una stella di 16 M calcolata adottando il criterio di Ledoux. non necessariamente coincide con la fase di temperature efficaci crescenti (tratto A-B in Fig. 5.13), potendosi estendere anche alle fasi successive, come facilmente deducibile dai dati di Fig. 5.22. Passando . . . --3000,3,500,3252,74049
|