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Abstract: . . . si opponevano alle richieste dell’energy manager. A partire dal 1999 è stata avviata una campagna di Audit ambientale a diretta responsabilità del personale della piscina. La campagna di misure e di interventi ha permesso di dimezzare i consumi di acqua, nel rispetto delle norme igieniche, riducendo i consumi energetici di 2,5 volte di quanto era stato ottenuto dagli interventi nella centrale termica, con investimenti molto limitati, tali da avere un tempo di ritorno di circa 3 mesi. (Estratto dalla memoria dell’ing. Sandro Picchiolutto, presentata al Convegno FIRE a Riccicla 2002 Fiera di Rimini – Ottobre 2002) . . . . . . per gli imballaggi usati. Un caso di studio: L’Audit ambientale è più accettato dell’Audit energetico. Il complesso delle piscine Dogali del Comune di Modena, per uso sia sportivo che scolastico, ha visto nel corso dei primi anni ’90 interventi energetici nella centrale termica mediante un impianto di cogenerazione, recupero da scarichi e coibentazione, con tempo di ritorno globale di circa 2,2 anni. Il personale di gestione della piscina non aveva giudicato possibile modificare le regole dellae gestione interna perché le specifiche igieniche si opponevano alle richieste dell’energy manager. A partire dal 1999 è stata avviata una campagna di Audit ambientale a diretta responsabilità del personale della piscina. La campagna di misure e di interventi ha permesso di dimezzare i consumi di acqua, nel rispetto delle norme igieniche, riducendo i consumi energetici di 2,5 volte di quanto era stato ottenuto dagli interventi nella centrale termica, con investimenti molto limitati, tali da avere un . . . . . . che chiedeva di meglio. La forte tassa sulla benzina, non accompagnata da forte capacità progettuale e gestionale, non è stata capace né di modificare i comportamenti dei cittadini, né di creare efficienti reti di trasporto pubblico, da cui la pessima gestione del traffico nelle aree urbane. Oggi, perse ormai quasi tutte le attività energy intensive, l’Italia gode i risultati delle buone abitudini di un secolo di crisi energetiche che l’hanno fatta diventare non una nazione che usa nel modo più efficiente l’energia, quanto un nazione che si è specializzata di occuparsi di un mix di attività produttive nelle quali si consuma poca energia. Nella maggior parte dei casi il livello di fiscalità non è tale da indurre eccessive modifiche dei comportamenti se non quelle ormai iscritte nel nostro DNA e delle quali ci accorgiamo solo quando entriamo in una casa americana e guardiamo le decine di lampade accese. Aumentare la fiscalità probabilmente deprimerebbe i consumi con effetto globale negativo. . . . --3000,3,500,2846,29780
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