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Abstract: . . . aumentare l’efficienza dei propri sistemi energetici senza snaturare la quotidiana attività aziendale. La guida “Il Risparmio Energetico” è suddivisa in due parti. La prima parte illustra la composizione di una bolletta elettrica tipo esaminando i possibili accorgimenti che consentono la riduzione dei costi a parità di energia consumata. La seconda parte chiarisce l’insieme dei possibili accorgimenti o interventi che permettono di ottenere contrazioni dei costi energetici nell’ordine di un 10-30%. La guida si conclude con una descrizione delle potenzialità della generazione di energia elettrica per conto proprio. 4 1 Il processo di liberalizzazione del settore elettrico Con la direttiva 96/62/CE è stato avviato il processo di liberalizzazione e il riassetto del mercato elettrico passando da un’organizzazione settoriale, incentrata su di un servizio pubblico, ad un’altra che considera l’energia elettrica alla stregua di altre “commodities” in base al principio che la competizione rappresenti lo . . . . . . per le consegne ai clienti finali. DSM (demand side management) I programmi di gestione e controllo della domanda di energia descrivono quelle attività di programmazione, realizzazione e monitoraggio, intraprese dalle aziende energetiche, mirate ad influenzare i consumi di energia da parte degli utenti finali e volte ad aumentare il livello generale di efficienza energetica del sistema. Queste si esplicano in attività mirate a: a) incrementare l'efficienza energetica negli usi finali (ovvero il risparmio di energia a parità di servizio reso all'utente); b) spostare i consumi in modo da ottimizzare la curva di carico del sistema attraverso la gestione, da parte delle imprese stesse, dei “massimi” e delle minimi” nel corso della giornata o dell'anno; 84 c) stimolare sostituzioni ottimali fra fonti energetiche da parte del consumatore. I programmi di DSM, ancorché avviati in alcuni casi autonomamente dalle stesse imprese elettriche, sono nella maggioranza dei casi il risultato di misure pubbliche . . . . . . termico pari al 90%, si avrebbe un consumo di combustibile pari a 35/0,38 + 50/0,9 = 147,7 unità di combustibile. Nel caso di produzione per via separata delle stesse quantità di energia elettrica e calore, risulterebbe quindi un consumo di 147,7 unità di combustibile anziché le 100 richieste dall’impianto di cogenerazione. Il risparmio di energia primaria conseguibile con la cogenerazione è dunque pari a (147,7-100)/147,7= 32,3%. 70 Figura 20 Schema di riferimento per la determinazione del risparmio energetico conseguito da un sistema di cogenerazione rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di energia elettrica e di calore utile Fonte: Autorità per l’energia elettrica e il gas 71 8.1 L’avvento della trigenerazione Le innovazioni nel settore della generazione convergono verso una nuova tecnologia definita “trigenerazione”, cioè produzione combinata di elettricità, calore e freddo (Figura 21). Figura 21 Schema input-output di un impianto di trigenerazione Perdita di calore 13% . . . --3000,3,500,3241,107925
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